Sony Alpha 550: alla ricerca del dettaglio

Sony Alpha 550: alla ricerca del dettaglio

di Matteo Cervo , pubblicato il

“Tanta gamma dinamica, grande risoluzione e alcune soluzioni on camera come HDR e live view a rilevazione di fase fanno di questa semiprofessionale una DSLR che strizza l'occhio alle sorelle di fascia superiore. Alcune mancanze tengono frenata questa reflex dalle grandi potenzialità. Sensore Exmor da 14,2 Mp per una APS-C dalla grande risoluzione.”

Prova sul campo: II parte

Rimanendo sul fronte gamma dinamica, il secondo algoritmo implementato da Sony sulla sua A-550 è la funzione HDR, acronimo di High Dynamic Range. La fotografia HDR ha come scopo quello di riprodurre, con il massimo della leggibilità, tutti gli stop luminosi presenti all'interno di una scena, cercando di restituire in fotografia lo stesso tipo di percezione che ha la visione umana. La gamma dinamica estesa è una delle peculiarità di questa tecnica, che si applica secondo differenti metodologie.

Per rispettare la teoria si dovrebbero scattare tante immagini della stessa inquadratura con differenti valori esposimetrici, quanti sono gli stop di luce che si desidera rappresentare nell'immagine finale. Sovrapponendo le diverse immagini si ottiene così una foto perfettamente esposta sia per le ombre che per i mezzi toni che per le alte luci, concomitanza che non si verifica mai in condizioni di forte contrasto per via dei limiti fisici dei sensori.

Sony ha pensato di eseguire una fusione di due scatti registrati in rapida successione utilizzando la velocità di raffica elevata per minimizzare le differenze di inquadratura tra uno scatto e il successivo. Un fotogramma esporrà correttamente per le ombre, mentre il secondo esporrà correttamente per le alte luci. È compito del sistema di elaborazione della fotocamera unire in breve tempo le due immagini per fornire in uscita un'unica fotografia che raccolga le informazioni di entrambi gli scatti originari.

HDR +/- 1EV
HDR +/- 2 EV
HDR +/- 3 EV

Se proprio vogliamo essere precisi non potremmo parlare di HDR ma solo di una fusione di due scatti a forcella. Per semplicità rispettiamo la scelta forse maggiormente comprensibile ai più fatta da Sony. La tecnica sembrerebbe portare allo stesso risultato fornito dall'algoritmo DRO, ma in realtà i due sistemi si differenziano molto: la tecnica HDR permette di mantenere un certo carattere nella fotografia finale, mentre DRO causa una perdita di contrasto che può essere di diversa entità, dipendente dalla scena. L'algoritmo DRO può essere lasciato sempre attivo ed agisce su di uno scatto singolo, HDR invece implica che vengano registrati due scatti consecutivi con tutte le problematiche annesse alla gestione delle informazioni, capacità del buffer e dell'elaborazione per non parlare poi delle possibili incongruenze di inquadratura tra i due scatti di origine.

La funzione HDR non è utilizzabile quando si scatta in qualità Raw. Il fotografo, scattando in jpeg, può scegliere il salto esposimetrico tra 1 EV e 3 EV a passi di 0,5 EV. L'algoritmo HDR esclude DRO e viceversa.

Il bilanciamento del bianco automatico in presenza di luci al tungsteno è bilanciato e non ha mai necessitato di modifiche durante le nostre prove. Questo aspetto lascia soddisfatti poiché risulta un punto critico in buona parte delle fotocamere in commercio.


Il bilanciamento del bianco automatico sulla neve ha indotto una forte dominante fredda

All'opposto la fotocamera è andata in crisi quando la dose di ultravioletto aumentava: in particolar modo durante delle riprese sulla neve, il bilanciamento automatico del bianco non è riuscito a districarsi dalla dominante azzurra indotta dalla luce riflessa dal manto nevoso. Il bilanciamento manuale è stato necessario per ripristinare il corretto punto di bianco.


Dopo il bilanciamento del bianco manuale

BenQ Monitor