Sony Alpha 550: alla ricerca del dettaglio

Sony Alpha 550: alla ricerca del dettaglio

di Matteo Cervo , pubblicato il

“Tanta gamma dinamica, grande risoluzione e alcune soluzioni on camera come HDR e live view a rilevazione di fase fanno di questa semiprofessionale una DSLR che strizza l'occhio alle sorelle di fascia superiore. Alcune mancanze tengono frenata questa reflex dalle grandi potenzialità. Sensore Exmor da 14,2 Mp per una APS-C dalla grande risoluzione.”

Prova sul campo

Sony Alpha 550 è una fotocamera leggera e maneggevole, pesi e dimensioni contenuti ne fanno un apparecchio che può comodamente essere riposto in una borsa o in un marsupio capiente. I file prodotti sono brillanti e grazie all'elevata gamma dinamica, che lascia larga leggibilità alle ombre. Sony Alpha 550 sembra avere quella marcia in più rispetto agli stessi prodotti da altre fotocamere. È inoltre una DSLR APS-C tra quelle che stupisce maggiormente per le dimensioni dei file, 4592x3056 pixel a 350 dpi in uscita dalla fotocamera.

Le operazioni di crop sono sempre sconsigliate ma possiamo anche non lesinare tagli abbondanti senza la paura di perdere dettaglio soprattutto alle basse sensibilità.


Crop al 100%: a sinistra taglio normale, a destra dopo mascheratura di contrasto

Nell'immagine appena sopra è stato eseguito un crop al 100%. Vista la media qualità ottica del vetro utilizzato abbiamo scelto di confrontare un taglio dell'immagine naturale ed uno dopo una leggera maschera di contrasto, in modo da verificare l'effetto di una post produzione basilare che permetta di enfatizzare i dettagli.


Crop 100% ISO 12800

Anche quando bisogna affrontare dei tagli di immagini registrate in alta sensibilità il risultato risulta accettabile e mette in mostra come Sony abbia lavorato bene in un campo dove quantità non equivale a qualità. Finita la guerra dei megapixel, le diverse case stanno affrontando finalmente aspetti di maggiore interesse per l'utente finale come appunto la riduzione del rumore e il guadagno di gamma dinamica e coerenza di risposta tonale.

Il particolare dell'occhio è stato ritagliato da una fotografia scattata a 12800 ISO, la massima sensibilità raggiunta dalla Alpha 550. Il dettaglio rimane buono anche se risulta inevitabile una leggera impastatura, i cromatismi fantasma sono presenti ma ben distribuiti partecipando così in maniera ridotta al degradamento della qualità immagine. Bisogna sottolineare che questo buon comportamento non è sempre la norma poiché in condizione di luce difficile i fotodiodi saturano introducendo artefatti in particolar modo nelle ombre.

Avendo accennato alla gamma dinamica, possiamo affermare che Sony Alpha 550 occupa i primi posti con quasi 9 EV di gamma con una prevalenza per la lettura delle ombre. Le alte luci non rispondono in maniera così performante e bisogna avere cura di non bruciarle in fase di ripresa.


1/250 s @ F/6,3 ISO 200

Proponiamo come esempio un immagine scattata in media pesata al centro riportante un soggetto con un lato illuminato dal sole diretto e l'altro lato posto in ombra. Le macchie bianche dell'asino sono al limite della bruciatura ma le ombre mantengono lettura. Quando il funzionamento normale della fotocamera non riesce a riprodurre i dettagli ai limiti dell'istogramma come vorremmo, si può fare ricorso a due sistemi che in modo differente vanno ad enfatizzare la gamma dinamica della macchina.

Il primo tra questi è il noto sistema DRO di Sony, acronimo di Dynamic Range Optimizer: è un algoritmo che agisce in fase di ripresa modificando la curva esposimetrica in modo da dare maggiore leggibilità alle ombre e ai mezzi toni scuri preservando al contempo le alte luci.

DRO Off
DRO 1
DRO 2
DRO 3
DRO 4
DRO 5

In tabella si osserva come il contributo sia prevalente nelle ombre mentre la variazione sulle alte luci è appena percettibile. L'algoritmo DRO può essere impostato dall'utente su 5 livelli di intensità oppure in modalità automatica è la fotocamera stessa che gestisce l'ottimizzazione della gamma. Dovendo tirare le ombre ed i mezzi toni, il prezzo da pagare per ottenere un maggior numero di particolari leggibili è una generalizzata perdita di contrasto.

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