Leica M9: ritorno al futuro

Leica M9: ritorno al futuro

di Matteo Cervo , pubblicato il

“Leica torna alle origini della fotografia e lo fa proponendo un sensore digitale 24x36 mm ad equipaggiare il nuovo modello della serie M, una fotocamera che ha fatto la storia della fotografia.”

Conclusioni

Leica M9 è una fotocamera che riserva grandi soddisfazioni dal punto di vista della qualità di immagine proponendo file luminosi e dai colori vibranti. A patto di utilizzare il formato nativo, il recupero di ombre e luci apre un mondo di sfumature che permettono di rappresentare la realtà con una grande quantità di dettagli. La ricchezza di particolari offerta dal sensore full frame da 18,5 Mp si sposa bene con lenti dall'elevato potere risolvente permettendo di lavorare discretamente anche in alta sensibilità, quando il rumore cromatico si fa sentire e vedere negli scatti.

La raffica di 2 fotogrammi al secondo non è a nostro avviso una limitazione su di una fotocamera votata al reportage e che necessita di un controllo manuale della messa a fuoco. Abbiamo, in questo frangente, apprezzato la precisione del mirino a telemetro anche in condizioni di bassa luce: quando le reflex eseguivano lunghe corse di elicoide per tentare di mettere a fuoco, Leica M9 ha richiesto solo pochi secondi per assicurarsi il fuoco corretto.

Il display posteriore non restituisce una anteprima che renda ragione alla qualità dell'immagine finale ma conserva una buona coerenza cromatica e di chiaro-scuri. Nell'insieme la fotocamera è compatta e solida, può essere trasportata senza problemi nella borsa come in uno zainetto o a tracolla sotto la giacca. Nonostante l'anima elettronica, Leica M9 necessita di una buona dose di manualità nell'utilizzo sul campo e questo è il fattore che la differenzia da fotocamere di altri settori.

Non sono però tutte rose e fiori, come si potrebbe pensare trovandosi di fronte al grande marchio che contraddistingue questa fotocamera. Certe mancanze si fanno sentire. Prima fra tutte la grande differenza del file jpeg dal file raw; se da un lato si può riflettere sulla vena artistica che implica la fase di scatto quanto quella di editing, dall'altro ci si scontra con la necessità di dover sempre post produrre ogni fotografia vanificando di fatto l'implementazione di preset colore e fruibilità immediata dello standard JPEG.

Ci ha stupito la rumorosità della ricarica dell'otturatore: la regina del reportage la vorremmo estremamente silenziosa, cosa che di fatto non avviene. In un mercato caratterizzato dalla corsa alla riduzione del rumore ad alte sensibilità, Leica si difende bene: il massimo valore ISO non è esagerato e si attesta a 2500, la lettura dei dettagli rimane buona ma l'insorgenza di cromatismi fantasma pregiudica in parte lo scatto, in particolar modo nelle zone d'ombra.

Leica M9 viene commercializzata al prezzo di 5000 euro, una cifra consistente che spaventa il portafoglio degli appassionati ma che rimette in discussione chi tiene in una vetrina il corredo Leica M. Per chi si approccia per la prima volta al mondo del telemetro, M9 rappresenta un acquisto importante che pone però un netto salto di qualità rispetto ai modelli precedenti.

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