Sony DSC HX1: la nuova era delle fotocamere bridge

Sony DSC HX1: la nuova era delle fotocamere bridge

di Matteo Cervo , pubblicato il

“Tra le svariate proposte di fotocamere compatte superzoom Sony si distingue con un prodotto dalle caratteristiche innovative.”

Conclusioni

Sony Cyber Shot DSC HX1 porta a delle conclusioni discordanti: se da un lato le và riconosciuto il fatto di essere una reale innovazione nel campo delle fotocamere bridge, dall'altro ci si aspetterebbe di più sul fronte dalla qualità immagine restituita. Onde evitare fraintendimenti è bene spiegare in dettaglio i due punti. Il panorama bridge è presso che lo stesso da diverse stagioni, se non fosse per gli ultimi modelli proposti da Fujifilm e Canon alla fine dell'estate, le innovazioni reali sono arrivate con il contagocce in questo settore.

Sony ha effettivamente proposto un apparecchio che con le modalità di lavoro Twilight, anti Motion Blur e Panorama si differenzia dai concorrenti proprio nel contenuto. È una fotocamera divertente che permette di ottenere immagini fuori dal comune con estrema facilità, basti pensare alle panoramiche a 180° in direzione verticale ed orizzontale.

Il sistema Twilight non stravolge il mercato con una tecnologia futuristica ma punta dritto allo scopo: ridurre il rumore in quel genere di riprese che fino ad ora hanno necessitato di alti valori ISO non supportabili a livello qualitativo da sensori di formato ridotto. Il sistema Anti Motion Blur fa il verso alla modalità Twilight sul fronte del micromosso con dei risultati discutibili a seconda delle situazioni di scatto ma rimane in ogni caso una possibilità interessante.

La fotocamera è bilanciata, offre una solida impugnatura ed una buona ergonomia sia esteriormente che nell'interfaccia menu. Abbiamo apprezzato il sistema di ottimizzazione della gamma dinamica DRO e la funzionalità zoom. La gestione video è in linea con il resto della categoria ma guadagna qualche punto grazie alla stabilizzazione ottica e alla possibilità di fruire appieno dell'obiettivo a tutte le focali.

La qualità dell'immagine è discreta ma discutibile: l'insorgere di artefatti jpeg e il sensore da 9 Mp mostra grana già a basse sensibilità e in particolar modo nelle zone d'ombra. Le alte luci vengono bruciate velocemente e in generale, molti particolari risultano ipercontrastati. Questo fatto potrebbe essere imputabile ad un pesante processamento da parte dall'algoritmo di demosaicing. Se è pur vero che la resa dei colori è buona, ci si aspetterebbe di più da un prodotto che viene pubblicizzato sulla base del sensore Exmor e che esce vincente dai TIPA Award 2009 come migliore compatta superzoom.

La scheda di memoria proprietaria è un punto a sfavore per questa Sony e come tante fotocamere della casa avremmo preferito uno slot SDHC. Attualmente Sony DSC HX1 viene commercializzata con un prezzo che oscilla tra i 500 e i 600 euro, una spesa non indifferente e superiore ad altre fotocamere bridge di fascia alta.

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