Guida alla fotografia - parte 9: cerimonie, eventi, concerti

Guida alla fotografia - parte 9: cerimonie, eventi, concerti

di Matteo Cervo , pubblicato il

“Dopo aver analizzato le tecniche d'uso del flash e la post produzione, vediamo come metterci alla prova sul campo con eventi, cerimonie, concerti e temi assegnati. Ogni situazione necessita attenzioni dverse e alcuni piccoli trucchi possono essere d'aiuto per non perdere gli scatti più importanti”

Fotografare una cerimonia - parte seconda

Terminata la cerimonia mentre gli ospiti solitamente si spostano al luogo del pranzo/rinfresco, ci si dedica alle foto posate degli sposi da soli per poi concludere con qualche ripresa in libertà degli invitati e dei tavoli al pranzo. Durante tutte queste fasi si rischia di essere talmente concentrati sui soggetti da perdere la percezione dell’intera inquadratura, ciò porta ad inserire nel fotogramma elementi di disturbo come panni stesi, aste dei microfoni, cestini dell’immondizia, bottiglie, automobili o passanti. Oltre a non essere bello da vedere, tutto questo vi obbligherà ad un pesante lavoro di post produzione e se pensate che per una piccola cerimonia si scattano dalle 600 alle 800 foto potete ben immaginare che, anche dopo la cernita, vi rimarranno circa 250 scatti da sistemare. Altre piccole accortezze da tenere a mente riguardano ad esempio l’entrata e l’uscita degli sposi dalla chiesa: se state facendo riprese dall’interno attenti a compensare a dovere la forte luce che proviene dal portone d’ingresso, rischiate di effettuare una sequenza completamente buia che difficilmente potrete recuperare in camera chiara:


Nella foto a sinistra il flash in macchina ha esposto correttamente il primo piano ma ha lasciato l’interno della chiesa talmente sottoesposto da risultare bruciato; nella foto di destra l’aiuto degli illuminatori ausiliari ha permesso di esporre correttamente l’intero ambiente.

Un altro consiglio è quello di cambiare spesso posizione e modificare le inquadrature.

L’utilizzo delle servocellule vi espone al rischio degli scatti fantasma, difatti anche il flash della fotocamera usa e getta di un invitato farà scattare i vostri illuminatori scaricandone le batterie ed obbligandovi ai tempi morti dovuti alla ricarica dei condensatori, una valida alternativa sono i radiocomandi a 433 Mhz: il costo è paragonabile a quello di un buon servolampo ma dovrete aggiungervi degli adattatori a slitta per sincronizzarli con i flash e-ttl sprovvisti di presa pc.

Se sarete voi stessi a curare la post produzione e l’impaginazione di un album, riservatevi di fare qualche ripresa di determinati particolari come affreschi, anelli, fiori (anche perché il fiorista vi chiederà sicuramente una foto dell’allestimento floreale), bouchet in modo da avere a disposizione delle foto utili a costruire fondini.

Determinate cerimonie che si svolgono in comune oppure a livello familiare sono seguite da un numero ristretto di invitati, attenti a non esagerare nelle riprese grandangolari, potreste ottenere l’indesiderato effetto di una sala o di una chiesa completamente vuota, stringete piuttosto le inquadrature. Nella foto di sinistra, la chiesa ancora vuota è un po’ desolante; in quella di destra, stringendo l’inquadratura, si riempie invece la scena.

Nelle riprese degli sposi all’esterno, evitate di scattare sotto le chiome degli alberi che producono l’illuminazione a “macchia di leopardo” e se la giornata è molto luminosa ricorrete senza indugio alla tecnica del fill-in. Infine spendiamo due parole sulla tematica che più di tutte preoccupa i fotografi di cerimonia: l’esposizione del vestito bianco della sposa. In realtà questo poteva essere un problema qualche anno fa quando le meraviglie della tecnica esposimetrica non erano a disposizione su tutte le fotocamere.

Con i moderni automatismi e l’ausilio del flash capita raramente di ottenere una esposizione falsata, anche nel caso in cui vi troviate a scattare alla sposa in bianco ed allo sposo in gessato nero. Il punto della situazione è che l’esposimetro della fotocamera fa una lettura media dell’immagine e restituisce un valore esposimetrico medio standard, ciò significa che una superficie particolarmente chiara indurrà l’esposimetro alla sottoesposizione mentre una superficie scura indurrà l’esposimetro alla sovraesposizione.

Se lavorate in luce ambiente il risultato sarà quello di esporre correttamente il vestito (che rappresenta la superficie chiara e/o scura) e nel contempo otterrete il viso del soggetto sovra o sotto esposto a seconda della situazione. L’ausilio del flash compensa questa mancanza ed inoltre evita la formazione di ombre sotto il mento, nelle orbite oculari e sotto il naso decisamente antiestetiche. Anche questo deve essere un motivo in più per scattare con il flash anche in esterno. E’ inutile aggiungere altro, i protagonisti siete voi e saprete interpretare al meglio e con il vostro stile la situazione. L’ultimo consiglio che dovrebbe essere inutile ma a volte non lo è affatto: avete caricato le batterie della fotocamera? Anche quelle di riserva? Siete certi di avere schede di memoria a sufficienza? Avete pensato a cosa fare se malauguratamente il vostro corpo macchina dovesse bloccarsi? Bene! Siete pronti ad ogni evenienza!

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