Sony Alpha 700: la reflex top di gamma alla prova

Sony Alpha 700: la reflex top di gamma alla prova

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Ecco il nostro incontro ravvicinato con la Sony Alpha 700, dopo il primo contatto avuto in occasione della sua presentazione europea a Baveno nel mese di settembre. In attesa dell'ammiraglia, prevista per fine anno, ecco la reflex dedicata agli amatori più esigenti, in cerca di qualcosa di più performante della Alpha 100”

Impressioni d'uso

La prima impressione di qualità è confermata fin dai primi scatti: l'impugnatura è ergonomica, ben sagomata e tutti i comandi si trovano a portata di mano. In particolare tutti quelli dedicati all'accesso veloce alle modifiche dei parametri di scatto sono a portata delle dita della mano destra, con i tasti sulla sinistra dello schermo deputati  alla riproduzione degli scatti o all'accesso al menu. In particolare il comando di blocco dell'esposizione e quello di sblocco del fuoco automatico sono facilmente azionabili con il pollice, senza sforzi e quindi senza compromettere l'impugnatura della fotocamera. Anche i pesi risultano ben bilanciati, permettendo anche di scattare senza troppe difficoltà impugnando la fotocamera con la sola mano destra.

Il mirino è sufficientemente ampio e luminoso e riporta i principali parametri di scatto, anche se nel caso della compensazione flash informa solo della modifica del parametro, senza mostrarne l'entità. La sensibilità ISO è visualizzata nel mirino solo in fase di modifica: l'informazione non è dunque sempre disponibile e per venirne a conoscenza è necessario guardare il display. Durante la modifica il display viene acceso anche se si ha l'occhio nel mirino (e quindi nelle vicinanze dei sensori di prossimità che in teoria dovrebbero disabilitare lo schermo) e negli scatti notturni questo fatto può risultare fastidioso.

Il sistema di messa a fuoco può contare su 11 punti, di cui quello centrale a doppia croce e, sempre al centro su sensore studiato appositamente per obiettivi f/2.8. La messa a fuoco può essere automatica su tutta l'area, limitata al punto centrale o portata a termine su un punto selezionato dall'utente. Molto gradito è il ritorno dell'illuminatore ausiliario alla messa a fuoco, la luce rossa visibile nella parte frontale a sinistra del pentaprisma. Questo sistema ha il vantaggio di non utilizzare la luce strobo del flash, come avveniva sulla Alpha 100, e quindi di essere disponibile anche se quest'ultimo non è sollevato. La lettura esposimetrica si affida a 40 segmenti a nido d'ape e offre le modalità multisegmento, con prevalenza al centro e spot, che utilizza solo l'elemento centrale. Con l'obiettivo in dotazione abbiamo sperimentato alcune difficoltà nella messa a fuoco in condizioni di scarsa illuminazione alla focale minima. Il problema si risolve in fretta all'estensione della focale, ma forse c'è ancora del lavoro da fare per i tecnici Sony.

L'ampio display è sicuramente una delle marce in più di questa fotocamera: oltre alle dimensioni (3" di diagonale) offre una risoluzione invidiabile, che permette una revisione delle foto anche nei minimi particolari, oltre a trasformarlo, con la pressione del tasto Fn, nel centro di controllo dei parametri di scatto. Comoda, poi, è la possibilità di memorizzare tre diversi profili nella modalità di scatto MR. Si possono registrare i principali parametri di scatto, da richiamare con facilità quando la ghiera dei modi è posizionata su MR.

 Tra le funzionalità ampiamente personalizzabili (accedendo da menu, da display e tramite l'apposito tasto posizionato nella parte superiore) troviamo poi il bilanciamento del bianco, che offre diversi set preimpostati regolabili (sei passi per ciascuno) oltre alla regolazione fine per gradi Kelvin, con filtro, e alla modalità premisurata direttamente sul campo. Quest'ultima permette di memorizzare fino a tre bilanciamenti premisurati, facilmente richiamabili dal menu WB.

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