Canon EOS 40D: la specie prosumer si evolve

Canon EOS 40D: la specie prosumer si evolve

di Matteo Cervo , pubblicato il

“Canon continua la linea evolutiva della sua serie di reflex digitali dedicate alla fascia prosumer con la EOS 40D. Non solo una serie di aggiornamenti, ma modifiche sostanziali che la distanziano dalla EOS 30D, che l'ha preceduta sul mercato. Tra le novità maggiormente sottolineate il Live-View, che permette la visione diretta delle immagini riprese dal sensore”

Prova sul campo - parte seconda

Artefatti jpeg come moirè e color fringing sono pressoché invisibili a tutto vantaggio della qualità di immagine.


Ingrandimento al 400%: il color fringing si nota solo nei controluce più spinti e comunque in modo estremamente lieve


Ingrandimento al 400%: il moirè è pressoché assente

Per quanto riguarda le impostazioni colore va detto che chi era abituato alla resa cromatica molto vicina alla realtà dei modelli precedenti, si troverà ora di fronte a colori meno fedeli ma più saturi che eviteranno parte del lavoro di post produzione.

Il bilanciamento del bianco in automatico non ha mai dato particolari problemi nemmeno in luce mista anche se dobbiamo rilevare una difficoltà registrata già nei precedenti modelli 30D e 20D quando si ha a che fare con le lampade al tungsteno. In questo caso scegliere il bilanciamento specifico o impostarlo manualmente è la soluzione al problema.

Riduzione disturbo lunghe esposizioni: disattivato a sinistra ed attivato a destra

Le lunghe esposizioni soffrono dell’aggiunta di una componente calda e, così come i modelli precedenti, necessitano della calibrazione in postproduzione; la funzione di riduzione del rumore sulle lunghe esposizioni con sottrazione del fotogramma nero,  lavora egregiamente e nonostante aumenti i tempi di attesa tra uno scatto e l’altro restituisce risultati nitidi e puliti.

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