Kodak EasyShare Z812 IS: zoom ottico 12x

Kodak EasyShare Z812 IS: zoom ottico 12x

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Il segmento delle compatte bridge ultrazoom è ricco di proposte e chi è alla ricerca di fotocamere leggere e portatili dotate di ampia escursione focale hh molte opportunità di scelta. Vedremo in questa recensione se la Kodak EasyShare Z812 IS riesce ad accoppiare all'ampio zoom ottico specifiche tecniche in grado di attrarre gli appassionati”

Impressioni d'uso

Nell'approcciarsi a una fotocamera di questo genere è naturale che gran parte delle aspettative vertano intorno alle potenzialità offerte dallo zoom ottico. Nello scattare le prime foto si rimane colpiti dall'estensione nella direzione delle lunghe focali, ma a volte la focale minima (36 millimetri equivalenti) nelle foto panoramiche e di interni risulta un po' sacrificata. L'impugnatura per la mano destra è molto ergonomica, mentre le dimensioni molto compatte del corpo rendono difficile trovare una posizione comoda per la mano sinistra.

Questo fatto, unito al funzionamento non da riferimento dello stabilizzatore, rende gli scatti alla focale massima un'impresa non facile, soprattutto quando la luce non è molto intensa ed è difficile trovare un equilibrio tra tempi di scatto e sensibilità ISO che sia pienamente soddisfacente. L'apertura massima di diaframma di f/4,8 a 436mm equivalenti di focale è un buon risultato e può venire in aiuto quando la luce comincia a scarseggiare.

L'ottica sembra proprio il punto forte di questa fotocamera: il vetro Variogon di fabbricazione Schneider-Kreuznach, oltre a fornire un'elevata escursione di focale, offre buone prestazioni dal punto di vista della nitidezza, della caduta di luce ai bordi e delle aberrazioni. La nitidezza alla focale minima è uniforme e anche a tutta apertura lascia intravedere un leggero calo solo nelle zone più periferiche.

Le immagini come quella che pubblichiamo qui sotto risultano un po' impastate nei particolari più fini probabilmente a causa del lavoro di compressione svolto dall'elettronica. Andando ad aumentare la nitidezza, agendo nel menu, si incontra la comparsa di bordi molto rimarcati nelle zone ad alto contrasto, visibili a elevato ingrandimento. Alla focale minima appaiono bande di purple fringing nei passaggi ad alto contrasto, che scompaiono rapidamente con la chiusura dei diaframmi.


La comparsa del purple fringing alla focale minima a tutta apertura

Alla focale massima la situazione è anche migliore, con una nitidezza molto buona in tutta l'inquadratura. Le aberrazioni cromatiche appaiono sotto forma di bande magenta e verdi lungo i contorni. Queste bande non sono comunque molto intense, hanno estensione contenuta e si rendono evidenti solo dopo alcuni ingrandimenti.


Le minime aberrazioni alla focale massima

Il movimento dello zoom è abbastanza lento, impiega poco più di tre secondi per variare da un estremo all'altro, e pare consumare parecchia energia, almeno a giudicare dal consumo della batteria. La fotocamera può essere alimentata da accumulatori specifici forniti dal produttore o da batterie stilo. In quest'ultimo caso è opportuno utilizzare accumulatori al litio ad alta energia, le normali  batterie e quelle ricaricabili, infatti, vengono consumate dopo pochi scatti. La responsabilità di ciò è da imputare sicuramente, oltre che al motore che muove lo zoom, sia allo stabilizzatore sia ai consumi degli schermi LCD (display e mirino elettronico).

Anche l'autofocus non brilla per velocità, ma per contro offre buone capacità macro apparenti, soprattutto alla focale massima. Inoltre può essere utilizzato nella modalità manuale. La fotocamera può lavorare con diversi automatismi, tra cui una selezione di scene per renderla più adatta alle situazioni d'uso quotidiane, oltre che nei normali modi Auto, Program, priorità di diaframmi, priorità dei tempi e completamente manuale. Quest'ultima modalità può contare sulla comodità della rotella cliccabile: ruotandola si sceglie quale impostazione modificare e cliccandola si accede alla modifica.

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