Guida alla fotografia - parte 2: l'inquadratura

Guida alla fotografia - parte 2: l'inquadratura

di Matteo Cervo , pubblicato il

“Nella seconda puntata della nostra guida fotografica ci addentriamo nel concetto di inquadratura. Regola dei terzi, della diagonale, linee cadenti, equilibrio e cromatismo ecco i principali concetti che verranno analizzati. Dai paesaggi alle architetture, dai ritratti alle foto faunistiche, tutti temi che richiedono attenzioni particolari.”

Architetture

Le foto che riprendono edifici, statue ed elementi architettonici vanno curate con particolare attenzione: le linee di fuga verticali devono essere parallele tra loro e rispetto al bordo verticale del fotogramma, stesso dicasi per le linee di fuga orizzontali; le linee di fuga che sfuggono all’orizzonte o in diagonale devono essere simmetriche e devono evitare di spostare l’equilibrio della foto.Quello che succede spesso è che le deformazioni indotte dall’obiettivo si risolvano in linee di fuga non rette ma curve, gli edifici sembrano così piegarsi sopra la nostra testa oppure spanciare ai lati del fotogramma; è un problema di natura fisica che chiama in gioco diversi fattori:

  • la focale dell’obiettivo: tutti gli obiettivi inducono deformazione, soprattutto ai bordi della foto, nei grandangoli questo è più evidente perché nello stesso fotogramma devono far stare più spazio, piegandolo inevitabilmente.
  • La qualità dell’obiettivo: gli obiettivi economici risentono maggiormente di questo inconveniente soprattutto se sono zoom con elevata escursione focale. Obiettivi a focale fissa sono sempre più curati e mantengono le deformazioni.
  • Il punto di ripresa: per evitare il problema delle linee cadenti si deve rimanere in asse con il soggetto; fare riprese da angolazioni spinte, molto basse o molto disassate rispetto la simmetria dell’edificio sono sicuramente d’effetto ma complicano tremendamente le cose!

Per chi si appassiona alla fotografia d’architettura la scelta d’acquisto di un obiettivo ricadrà doverosamente su un obiettivo decentrabile; questo tipo di ottica molto costosa permette di variare l’angolazione del barilotto per compensare le linee cadenti. Lo stesso risultato si può ottenere in maniera più casalinga attraverso le prolunghe a soffietto: dei tubi di tessuto semirigido che si innestano da una parte sulla macchina e dall’altra sull’obiettivo; il sistema fotografico viene sostenuto da una guida rigida che permette di modificare l’angolazione relativa tra corpo macchina ed ottica. Per chi vuole sperimentare è sicuramente un gioco divertente ma deve fare i conti con la grande caduta di luce che ne consegue.Ora alcuni esempi:


P.Garibaldi, Milano – Canon eos 20D Sigma 18 mm. 1/200 @ F 11 ISO 200

Le linee cadenti si notano immediatamente, il palazzo di sinistra sembra crollare su quello di destra; tutto il complesso è proiettato all’indietro. La foto è stata scattata con un grandangolo da una posizione troppo bassa e disassata, il lettore più attento può notare sul palazzo di sinistra l’effetto barilotto introdotto dall’obiettivo che deforma le linee curvandole.La foto seguente ritrae lo stesso edificio inquadrato da una posizione differente che permette di ottenere un migliore parallasse, le linee cadenti sono appena percettibili, la foto mantiene una buona simmetria.


Isola, Milano – Canon eos 20D Sigma 70 mm. 1/250 @ F 11 ISO 400

D’altra parte le linee cadenti possono essere sfruttate volutamente per ottenere effetti creativi ed astrarre il soggetto: la regola dei terzi è rispettata e le linee di fuga convogliano lo sguardo all’orizzonte amplificando l’effetto di profondità.


Milano Marittima - Canon eos 20D Sigma 18 mm. 1/100 @ F13 ISO 400

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