Sony Alpha 100, una reflex alla prova dei fatti

Sony Alpha 100, una reflex alla prova dei fatti

di Roberto Colombo , pubblicato il

“A qualche mese dall'arrivo sul mercato e in attesa di conoscere quali reflex digitali la seguiranno in casa Sony, abbiamo analizzato la Alpha 100, prima DSLR del produttore giapponese. La fotocamera nasce dopo il matrimonio con Minolta e in pratica prende il testimone della serie Dynax D, sperando di fare breccia fra gli appassionati, di solito piuttosto esigenti”

Impressioni d'uso - parte seconda

L'esposizione è molto buona ed è risultata praticamente sempre corretta. Nei casi di scene molto contrastate, poi, il sistema Dynamic Range Optimizer svolge un buon lavoro, permettendo di scattare immagini in cui sia alte luci che ombre risultino correttamente visualizzate. Purtroppo il sistema non funziona in esposizione manuale, quando la lettura esposimetrica è regolata su spot o con prevalenza centrale e quando la sensibilità ISO è impostata a valori superiori al 400. Il tutto per consentire al processore di lavorare su immagini già 'bilanciate' in partenza ed esenti da rumore. L'applicazione ad esempio su una foto sottoesposta e magari scattata ad alti ISO porterebbe ad una esplosione del rumore.


Spot dovuti a particelle di polvere

Tra le funzioni per cui la fotocamera si è fatta notare alla sua presentazione troviamo il sistema di eliminazione della polvere tramite vibrazione. Non abbiamo messo alla prova il sistema con un impolveramento deliberato del sensore (ci pareva una cosa poco rispettosa) per cui ci basiamo sulle impressioni d'uso. Ad un certo punto sono comparsi nelle nostre foto un paio di spot di chiara origine pulviscolare.

Il sistema ci ha messo un bel po' a eliminarli, ma alla fine ce l'ha fatta; per 'un bel po'' intendiamo diversi cicli di accensione/spegnimento, dato che la pulizia automatica avviene al momento dello spostamento del selettore su off. Dal menu in qualsiasi momento è comunque possibile azionare il sistema. Gli spot sulla foto sono con tutta probabilità dovuti a polvere sul sensore, in quanto ci hanno accompagnato per diverse foto, anche dopo la pulizia delle superfici esterne degli obiettivi.


Super Steady Shot: off, on. Particolari al 100%

Lo stabilizzatore, è molto utile, in particolare quando viene innestato il telezoom. Alla focale massima si guadagnano due o tre stop sui tempi di esposizione rispetto ai tempi 'di sicurezza'. Nella foto qui sopra è possibile apprezzare come il mosso alla focale massima di 300mm, scattando con un tempo di 1/30sec, si riduca a un micromosso che rientra nell'accettabile. Sono diverse le scuole di pensiero riguardo gli stabilizzatori ottici: chi preferisce averlo all'interno dell'ottica e chi invece preferisce che lavori con lo spostamento del sensore. Nel primo caso si instaura un rapporto di duplice stabilizzazione: vedere nel mirino un'immagine più ferma ha un effetto positivo sulla mano del fotografo che, tendenzialmente, rilassa di più i muscoli e riesce a mantenere la mano più ferma.

L'impressione a volte è però quella di avere la sensazione che l'obiettivo non segua esattamente i movimenti decisi dal fotografo, quasi viva di vita propria. In ogni caso i fan di uno o dell'altro sistema possono contare su un'offerta di stabilizzatori variegata tra i diversi marchi. Lo stabilizzatore nel corpo macchina d'altro canto rende stabili tutte le ottiche, consentendo in alcuni casi un risparmio sul prezzo di acquisto di queste ulitme.


Sottrazione del fotogramma nero: off e on

La gamma ISO, come già detto, si estende da 100 a 1600, ma se si vogliono ottenere immagini nitide e senza rumore è necessario optare per sensibilità che non superino i 400 ISO. In caso di pose lunghe agli angoli delle immagini notturne appaiono degli aloni chiari, dovuti con tutta probabilità al riscaldamento del sensore. Attivando la sottrazione del fotogramma nero il problema scompare del tutto, anche se, come è possibile osservare negli scatti qui sopra, eseguiti a 1600 ISO, f/14 e tempo di esposizione 1/30sec, ci è capitato che risultasse alterato il bilanciamento del bianco (impostato in entrambi gli scatti su automatico)


Bilanciamento del bianco automatico a confronto con quello manuale

Il bilanciamento del bianco è abbastanza efficiente in automatico e come già detto ha diversi livelli di personalizzazione per meglio adattarsi a tutte le condizioni di ripresa. Soffre molto, come in quasi tutte le fotocamere, sotto le luci ad incandescenza particolarmente calde e in caso di illuminazione con lampade ai vapori di sodio (le classiche lampade gialle, utilizzate ache nell'illuminaizone stradale). Qui sopra si può apprezzare quanto il sistema automatico sia stato messo in crisi dalla scena, caratterizzata da luci fredde sullo sfondo, da riflessi di luci calde sui pali e la forte luce rossa del porto. (25 secondi, f/8, 400 ISO)


L'accumulatore da 11,5 Wh

Merito del processore evoluto sotto questo punto di vista e dello spegnimento automatico del display è l'autonomia davvero ottima. Con una carica si fanno tranquillamente più di 500 scatti, anche accompagnati da un leggero uso del flash.

BenQ Monitor